7 settembre 2012
Al Milano UX Book Club si parla di: Responsive Web Design
Bella serata al Pacino Cafè per l’appuntamento mensile dell’Ux Book Club di Milano nato a maggio grazie @Lallodola, aka Daniela Costantini!

Libro e argomento di discussione: Ethan Marcotte, Responsive Web Design, A Book Apart uno dei temi caldi in tempi di transizione tra la comfort zone del web desktop come lo conosciamo e le innumerevoli declinazioni che gli scenari – al plurale! – mobile stanno aprendo. Le questioni che emergono sono principalmente legate alle soluzioni tecnologiche “praticabili”, ai contesti d’uso e al contenuto.
Le dimensioni – del monitor – contano?!
Al momento infatti, uno dei metodi è basarsi sugli user agent e/o sulla dimensione dei display, come nel caso delle media query, per erogare all’utente la versione (cor)rispondente al device con cui accede a un sito responsive. Questo approccio empirico – come qualcuno fa notare – è però limitato dal fatto che alcuni dispositivi (alcuni modelli della HTC e del mondo Android) danno problemi e soprattutto l’introduzione di ulteriori nuovi formati (Mini iPad, 10′, 7′ etc) renderanno ancora più frammentario lo scenario.
Alcuni autori, come Luke Wroblewski propongono una versione lato server ovvero Responsive Design + Server Side Components (RESS) durante la discussione è emersa anche l’idea di utilizzare come parametro discriminante la velocità di connessione (wi-fi vs. 3G).
Il vero problema – penso – rimane la difficoltà di identificare il reale uso che le persone fanno degli strumenti di connessione in mobilità: posso usare il cellulare davanti a una vetrina per comparare i prezzi di un oggetto, in metropolitana nella calca del mattino per leggere le prime pagine dei quotidiani o in casa sul divano mentre guardo un film e twitto o socializzo le frasi culto. Le esigenze informative, il rumore di fondo – reale e cognitivo! – le motivazioni d’uso saranno profondamente diverse, pur utilizzando il medesimo device.
Content is king…
Un altro aspetto critico del responsive web design è il contenuto: ridurre e scalare quello del sito desktop o partire da una prospettiva bottom-up ovvero dal piccolo/unitario per far poi crescere, aggregando e arricchendo, la complessità secondo il punto di vista di Donald Norman nel recente Vivere con la complessità?
Da designer, la risposta sarebbe… dipende! e ovviamente come fa notare Marco – che ha esperienza nel settore dell’home banking – ci sono casi in cui i testi sono tanti, lunghi, incomprimibili, per motivi legali e di informativa, per di più scritti con criteri e terminologie lontani dalla sintesi necessaria per il display di un cellulare.
Meglio allora due versioni differenti del sito o quantomeno un approccio Mobile first (di cui si è parlato nell’incontro del 19 luglio)!
Uno, nessuno, centomila… siti
Il rischio è di ritrovarsi – come ai vecchi pessimi tempi della guerra dei browser – a dover sviluppare più versioni con la problematica dell’aggiornamento e della sincronizzazione dei materiali gestiti da redazioni diffuse. Specialmente se non si vuol rinunciare, come auspica Jacob Nielsen in Mobile Site vs. Full Site – chi mi conosce sa quanto mi secchi concordare con lui
– ad avere tutti i contenuti del sito desktop.
La soluzione, almeno in questo “laboratorio della transizione” potrebbe essere quella di uno o più optimized site piuttosto che di un responsive site anche per poter individuare con i clienti una strategia corretta come illustrato –su segnalazione di Barbara – da Theresa Neil nella matrice comparativa web/app in Mobile Design. Strategic Solutions
(il suo Mobile Design Pattern Gallery è un’altra interessante lettura).
Tra il dire e il fare… prototipare!
Chi ci ha già provato sa quanto sia difficile sviluppare anche solo il proprio sito: figuriamoci per i clienti! Sia per capire quale strategia adottare, sia per capire… quali criteri usare per capire quale strategia adottare!
Le web analytics possono dare sicuramente degli ottimi spunti per capire il traffico realmente generato da dispositivi mobile sul sito desktop e quali contenuti sono ricercati in questo contesto d’uso e… provare! Sia utilizzando prototipi in cui è più facile simulare e comprendere i meccanismi di navigazione, interazione e le differenti gesture anche tramite frame work o tool kit come Twitter Bootstrap di Mark Otto & Jacob Thornton per lo sviluppo front-end e di app disponibile su Github.
Il prossimo libro del Milano Ux Book Club
Quando: Mercoledì 17 ottobre alle 19,30
Cosa: Zicherman, G. & Cunningham, C. (2012). Gamification by Design. O’Reilly
Dove: Enter s.r.l. in Via Stefanardo da Vimercate, 28 a Milano

[...] Dopo una breve presentazione di Michele e sintesi del libro scelto come argomento dell’incontro odierno, Responsive Web Design, si apre il dibattito, riassunto magnificamente da Letizia Bollini sul suo blog [...]